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Primo gennaio
- Donatella Bizzotto
- 1 gen
- Tempo di lettura: 1 min
Inauguro questo nuovo calendario con un impegno profondo verso la gentilezza: l'arte di usare le parole per costruire, per rammendare, per accorciare le distanze.
Vorrei che ogni mia parola fosse un dono, pensata per aggiungere valore e mai per togliere luce.
E laddove le parole non servono, o dove non sanno essere costruttive, voglio scegliere il silenzio. Non un silenzio di assenza o di indifferenza, ma un silenzio accogliente. È in quella pausa che ci mettiamo davvero in ascolto dell'altro; è in quel vuoto rispettoso che custodiamo lo spazio sacro della comprensione.
A volte, tacere è l'abbraccio più onesto che possiamo offrire.
Che il 2026 ci trovi più attenti, più morbidi, più umani.
Buon cammino a tutti noi.





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